mercoledì 4 novembre 2026

Ai maestri Michele Marvulli e Wilma Latora.

Stavo preparando un piccolo decalogo dedicato al maestro Michele Marvulli.
La scomparsa di Wilma Latora mi fa comprendere quanto anche lei sia da annoverare nella sfera dei caposcuola.  Tale è stato il segno del suo insegnamento, al Conservatorio di Palermo.
Ai suoi cari, ai suoi allievi nutriti negli anni con amore, va il mio abbraccio più sentito e affettuoso. 
A.S.

Un caposcuola è un faro, un solco; il segno di una impronta che non dispare.


È colui che dà vita a una immagine nuova,  che si riconosce e si distingue, in peculiari indizi, da lontano.


Il caposcuola esercita un fluido di stimoli e dedizione profonda, quasi da antica bottega, nei suoi allievi.


Egli attrae nel senso dei confronti  e convince nel pensiero di un tragitto proteso nel domani.


Egli sa costruire un vivere comune, un ideale vivo da spartire come il cibo buono di una mensa.


Sara’ pure dogmatico o nostalgico ma sa  porsi anche in dialogo al presente, schiudendo a volte strade inusitate, mai percorse.


E’ un uomo o una donna  che esercita il dono di sè. A differenza di chi serba i propri segreti.


Sa plasmare un'identità artistica comune, rendendola viva anche oltre il suo insegnamento.


La sua statura è resa tale dal tempo e percorre i luoghi intorno a se’ attraverso l’ andare fecondo e sereno dei suoi passi.


Il suo è un vivere felice, se pur sempre provato da dubbi e scandagli nel cuore: sereno nello sguardo stesso, lungo le strade e i sogni di coloro vissuti al suo fianco.