lunedì 10 marzo 2014

Antonio Sottile e Gabriele Laura, Mozart Concerto K 365: Orchestra S. Cicero diretta da Luigi Rocca

  1. Castelbuono, 9 marzo 2014, Castello dei Ventimiglia, ore 18.30
    Orchestra da Camera "Salvatore Cicero" diretta da Luigi Rocca.
    Pianisti: Antonio Sottile e Gabriele Laura.
    Musiche di Pergolesi, Cambini, Mozart, Grieg.
    Ingresso libero.









Chissà quale fosse il rapporto che Francesco Minà Palumbo aveva con la musica. Per festeggiare il bicentenario dalla nascita dello scienziato, il 9 marzo,nella Sala del Principe del Castello dei Ventimiglia di Castelbuono, abbiamo assistito a un concerto quanto mai emozionante e di forte intensità artistica. A esibirsi
l’Orchestra da camera “Salvatore Cicero”,diretta dal coinvolgente Luigi Rocca insieme ai pianisti Antonio Sottile docente di Pianoforte Principale presso il Conservatorio di Musica “V.Bellini” di Palermo, e al giovane Gabriele Laura, suo allievo dal 2012. L’Orchestra, costituitasi nel 1988 presso il Conservatorio di
Palermo, su iniziativa del M° Luigi Rocca, permette ai tanti studenti che ne fanno parte di mettere in evidenza
le loro qualità artistiche grazie, anche, al sostegno dei docenti del Conservatorio. Un vasto e ricco repertorio che tocca Pergolesi, Cambini, Grieg, Bartók ha rapito il pubblico presente.
Antichi brani, segno visibile di un passato lontano, virtuosismi rari, sonorità che rimandano a mondi e culture diverse, hanno invaso il castello dei Ventimiglia. Ma è stato il concerto in Mi bemolle maggiore K365 di Mozart, trascritto da Antonio Sottile per i due pianoforti e gli archi, che ha colpito maggiormente. Mozart ha permesso l’incontro artistico fra il pianista isnellese e il suo sorprendente e bravo allievo Gabriele Laura. Un momento di grande intensità artistica, voluto fortemente da Antonio Sottile, che ha creato un unico linguaggio, mettendo in evidenza l’unità nell’arte e il suo associare insieme generazioni differenti. Ancora una volta registriamo l’impegno per i giovani e per la didattica di Antonio Sottile. Tantissimi i riconoscimenti attribuitigli, non solo nazionali, altrettanto ricca
la divulgazione della sua opera, ma quello che più, oggi, preme sottolineare è il suo impegno, nonché
la sua abnegazione, nell’educare attraverso l’arte e dare, così, alle nuove generazioni la possibilità di credere e poter affermare il proprio talento.
                                                                                    Maria Antonietta D’Anna









































mercoledì 22 gennaio 2014

Giampiero Carollo. Una breve testimonianza

A volte accade che gli allievi "dieci e lode" alla fine vadano via, chiudendo quasi indifferentemente la porta. Tu no, Giampiero. Hai qualcosa di semplice, di profondo, dentro, da poter dire e insegnare a me, a te stesso e soprattutto agli altri. La tua strada è stata in salita, da quel tuo giorno di ragazzo. Da quel giorno in cui tua madre se ne è andata verso il suo luogo  di resurrezione. Ce l'hai fatta. Sono certo che ora  farai bene il tuo lavoro, nel giusto respiro tra misura e poesia. Nella Musica c'è posto soltanto per quelli che la amano veramente. Quelli come te. Ad maiora, ragazzo.




da Facebook,  18 novembre 2013

Maestro, mi mancano le parole. Ma nonostante tutto proverò a scrivere qualcosa. Lei, in 10 anni, è riuscito a trasmettermi tanto. Nonostante le difficoltà, due anni fa sono riuscito a completare il percorso. Se non fosse stato per lei sono sicuro che non avrei raggiunto la fine dei miei studi musicali. Dal tempo della laurea mi sono successe tante cose, soprattutto  positive. Sono riuscito anche a  concludere gli studi di musicoterapia. E adesso, dopo  aver usato lo strumentario Orff invece che il pianoforte, quasi per magia, mi sono ritrovato davanti un bambino  e ho provato a trasmettere, alla tastiera, ciò che lei ha trasmesso a me. Sia dal punto di vista umano che dal punto di vista musicale. E' stata soltanto la prima lezione, ma chi ben comincia è  quasi sempre a metà dell'opera. Ed è cominciata benissimo, andando al di sopra di ogni mia aspettativa. Mentre interagivo con il mio allievo ero fuori dal mondo. Fuori dal caos che c'è all'interno di questa Nazione. Quella stanza era un posto a parte, dove ho potuto rivivere le lezioni che lei mi impartiva al Conservatorio di Palermo. Sono tornato bambino nonostante ero l'insegnante. Sono tornato bambino perché oggigiorno è raro che un adulto riesca a vivere questo tipo di emozioni. A breve inizierò con la musicoterapia, e sono sicuro che andrà bene. Non mi resta che ringraziarla di cuore ed invitarla a continuare ad insegnare finché avrà la possibilità di farlo. A presto.





Giampiero Carollo,  discute la  sua tesi






                                                          
Con Giampiero, nei primi momenti dopo la sua laurea in pianoforte

giovedì 9 gennaio 2014

L' OBIETTIVO, quindicinale libero: "IL Coro delle Voci Bianche a Castelbuono"


Castelbuono, Chiesa della Matrice Nuova

29 Dicembre 2013, ore 20.00





Vogliamo esprime un grazie più sincero a chi parteggia per noi; a chi ci segue. A chi guarda con affetto al nostro impegno verso la musica.






Maria Antonietta D'Anna,  gennaio 2014



Il Coro  delle Voci Bianche a Castelbuono

Un regalo di Natale la comunità di Castelbuono lo ha ricevuto, il 29 dicembre scorso, dal Museo Civico. La Madrice Nuova è stato il teatro di un evento emozionante: il concerto del Coro delle Voci Bianche del Conservatorio di Palermo, diretto dal pianista Antonio Sottile e da lui stesso fondato nel lontano 1991.

              I canti della tradizione natalizia, le magie e le melodie del Mago di Oz, la solennità dell’a Vergine degli Angeli  di Verdi, l’Ave Maria di Schubert, l’inedita tarantella natalizia catanese, sono solo alcuni brani di un ricco e coinvolgente repertorio. Antiche melodie e alchimie musicali hanno messo in scena un’armonia visibile, non solo con gli occhi, fra il coro e il suo maestro all'interno della Matrice Nuova.
            Da tempo seguiamo, lì dove è possibile, il coro del maestro Sottile, il quale, pur impegnato come pianista di talento e docente al Conservatorio, porta avanti un lavoro degno di lode per aver raggiunto alti livelli di professionalità.
            La sera del 29 la musica è stata la protagonista indiscussa, accompagnata, però, da una dedizione che si evince nei gesti, negli sguardi ma soprattutto nella empatia comunicativa fra il coro e il suo maestro, quella che vorremmo vedere in molte professionalità o in molte passioni.
           Il coro propone il suo canto anche in giro per l’Europa e, insieme alla melodia, porta alto anche il nome della Sicilia operosa, creativa e intraprendente, che investe in cultura, in arte e qualità. L’attenzione ai giovanissimi, da parte del M° Sottile, ha conquistato da anni il riconoscimento del pubblico e della stampa per la sana educazione che l'artista e i suoi discepoli riescono a far passare attraverso la cultura e l’arte. Un lavoro frutto della passione e della competenza che ha dato ai numerosi coristi e al loro direttore un meritato successo.















Le voci Bianche in uno dei recenti concerti di Natale
( Foto del papà di Michele Spadaro)
 
















martedì 7 gennaio 2014

Le poète Zivago


La volontà di amarsi. Di un amore difficile. Come lo sono soltanto i grandi amori.
E per questo degno di essere tale.












                                     Zivago




Nudi i miei versi

erravano alla notte

sopra la neve

gridando il tuo nome.


Li ho veduti cantare

sfinirsi

morire.

Le loro membra lacere

disperse

fra alberi spogli

tra i rami del cuore.



   
                                     Quando sarà primavera

                                     amore

                                     non chiederti


                                     non turbarti

                                     del perché di quel sole

                                     a Yuriatin.


                                     Di quei prati.


                                     Di quelle rose

                                     innanzi alla tua casa.




                                                                                                                                                                                                 
                                                                                                                
                                                                                                                             A. Sottile               
                                                                 






















lunedì 30 dicembre 2013

Video: Le Voci bianche del Conservatorio V. Bellini di Palermo a Salisburgo.


E' una ripresa amatoriale del papà di Asia, mezzosoprano delle Voci bianche: una piccola testimonianza della nostra esperienza musicale a Salisburgo.

Vi consigliamo di ascoltarla a volume generoso  o in cuffia poichè il microfono della handycam tende a catturare solo le frequenze più vicine.






Salisburgo, 27 novembre 2013.




Ecco i link dei due brani. Buon Ascolto.



G. Di Giandomenico: Magnificat 


A. Tomarchio - A. Sottile : Bammineddu balla balla







domenica 8 dicembre 2013

Le Voci Bianche del Conservatorio di Palermo: Un viaggio indimenticabile, tra la cultura musicale dell'Austria.

I due concerti del breve tour austriaco nella ST Galluskirche di Bregenz e nella Franziskanerkirche di Salisburgo, luoghi simbolo per la musica corale in Europa.

Bregenz, 26 novembre 2013.

Salisburgo,  27 novembre 2013.















La neve...

E' stata  il nostro motto, il leitmotiv costante, già ancora prima di partire; insieme ad un  affanno leggero tra gli animi e il timore non tanto vago che il meteo potesse in qualche modo guastare i nostri sogni.
Presi dal dilemma, non sapevamo alla fine se invocarla, o cacciarla via dai pensieri.
Erano in diversi, nel coro, a non averla  mai veduta, la neve:  soltanto nei cartoons, forse, o nei grandi film delle epopee russe come Anastasia o Doctor Zivago, puntuali,  nelle nostre case ad ogni Natale, con  i loro paesaggi di tàighe sperdute, a ricantare  la poetica e il calore dei sentimenti.  
Già a Verona, appena discesi dall'aereo, l'anfiteatro delle Dolomiti coperte di bianco, di là dall'Adige e dal Garda ci offriva la sua prima scena di luce, il suo bagliore terso come di quinta illuminata.
Il pullman con Luca era lì ad attenderci, per quel viaggio oltre le Alpi così voluto e carezzato; sospinto dal desiderio di poter essere con la nostra musica negli stessi  luoghi di Mozart e di Schubert, nelle stesse incantevoli chiese dei grandi festival corali e strumentali. 
Sopratutto, come altre volte accaduto in passato, ci piaceva tornare a respirare l' aria e il clima di quella classicità mitteleuropea custodita da sempre con tanta cura e amore dalle genti di quelle città, come proprio esempio ineludibile, come elemento e  cromosoma della propria stessa cultura.
Nevicava leggero, al Brennero: in piccole, illusorie stelle evanescenti, che andavano a stamparsi e poi a sparire sulla finestra del grande parabrezza, rischiarato ogni tanto dall'aria calda che risaliva dal motore. Cinque ore di tragitto filato fino a Bregenz, con il solo intermezzo d' una squisita zuppa di porri nella sosta a Bressanone. 
Il risveglio sul lago di Costanza era del colore che sappiamo: d'una coltre candida, appena adagiata sulle grondaie delle case, sui tetti delle automobili,  in cima ai lampioni ancora accesi nonostante il mattino.
Un salto alla ST. Gallus PfarrKirche, il luogo dell'esibizione, prima di mezzogiorno. Il tempo di scorgere,  lì, qualche foto, qualche brochure: i Wiener Sinphoniker, il coro della Parrocchia e del Voralberg  tutti insieme ad eseguire le Messe di Haydn, per il Festival di quell'anno...
Poi, al tardo pomeriggio, il Concerto. Con la gente festosa ad applaudirci in piedi, dopo il lungo silenzio di un ora,  mai a interrompere un brano con  l'altro. Una disciplina d'ascolto severa, prélude alla vera gioia del saluto conclusivo.
All'uscita dalla chiesa nevicava fitto sulle felpe, sugli argenti delle divise, sulle ballerine delle ragazze, dentro  i sorrisi stupefatti di ciascuno e i  fiocchi, nella loro danza impalpabile, s'adagiavano come in lievi magie  sui vetri degli occhiali, tra le pieghe dei capelli:  bellissimi chignon dell' effimero, tra il tempo assai breve e infinito del ritorno...

La mattina successiva la sveglia era all'alba. Più di 350 chilometri per Salisburgo, passando da Monaco di Baviera. Il sole si sforzava di salutarci, ogni tanto, riflettendo schegge di quella luce a noi invece così cara e consueta. Tuttavia,  il febbrile andare verso la città  di Mozart non lasciava spazio, ora, a reminiscenze di malinconia per le nostre  amate, sicule contrade.
A mezzogiorno, eccola, innanzi ai nostri occhi: la Patria del genio. Il germe, la dimora, la  prima linfa della sua arte, della scrittura del perfetto, della pura, ineffabile umanità del suo creare. Il piccolo Wolfgang, che da qui partiva o vi ritornava dal suo peregrinare per le corti d'Europa, con le mani  aggrappate al bavero del padre...
Dopo il pranzo non c'è stato alcun tempo per il riposo in albergo; subito in divisa per le prove verso il centro storico di Salzburg e, nel suo cuore, la splendida, slanciata guglia delle Franziskaner kirche.
Entrandovi, la severità e l'imponenza  del gotico sembrava quasi accrescere in noi, un senso di timorosa, reale apprensione, unita  di sicuro anche all'ansia  per il divenire del concerto. Giunti però ai ripiani dell'altare, intorno a quella schiera di colonne barocche e ai trionfi dorati di spere, nuvole, putti, qualcosa ha finito lì per lì per  riscaldarci, non so come,  e renderci in pochi attimi più  febbrili e reattivi.

Scaldarci...
Beh, in effetti, il termometro faceva  meno 4 gradi,  poco dopo, durante la breve e irrinunciabile visita ai deliziosi mercatini di Natale, su dalla Siegmund Haffner fino alla Domplaz. Una sensazione di freddo implacabile, tagliente,  appena mitigata dalle braci fumose dei Bratwurstel e dai pentoloni in rame con l'acre odore del vino bollente.
Mancava davvero poco al concerto. Ma i  ragazzi erano ancora lì, come innocenti e incantati Lucignoli, fra lo stupore di quelle casette di legno, tra il fiabesco avvicendarsi di renne argentate, tra cavalli e slitte di cristallo. Un paese dei balocchi  da cui era tanto amaro dover ripartirsene...

I primi vocalizzi nella sala prove erano roba da attanagliare chiunque. Con le ugole del tutto impietrite per il gelo e solo quindici  minuti all'esecuzione. Non ricordavo in quel momento chi fosse il  santo patrono di Salisburgo, per chiedergli aiuto. Me ne inventai due: San Demeter Friggher e Sancta Hilde Baunkam, maschio e femmina. Mi è rimasta una promessa verso di loro, per grazia ricevuta; consistente in viaggio scalzo per Montepellegrino, a mezzogiorno, il prossimo Ferragosto...
Le Voci Bianche erano  già  a posto, cinque minuti prima  di iniziare.
E' mia abitudine non parlare della musica che abbiamo fatto.  Mi piacerà  soltanto postare  prima possibile qualche breve video in queste pagine, a ricordo di quella sera indimenticabile.
Sapevamo di quel compito difficile; vissuto nella commozione d'essere tra gli stessi gradini calpestati dai Tomaner di Lipsia, dal Tolzer Knabenchoir;  nello stesso transetto in cui oltre cinquanta messe del repertorio classico vengono eseguite  ogni  anno dal Chor e dall' Orchestra in residence della Franziskaner e dai cori di tutto il mondo. Il segno di una cultura di secoli,  di una tradizione viva,  incancellabile, pulsante, che scorre nelle vene dei salisburghesi come le amate acque della Salzach  che  vanno e fendono il cuore della città recandosi poi in  chissà quale mare lontano...
L'indomani, di primo mattino, a piedi, forse il momento più bello, di là dal cantare. Ci spettava vedere la casa di Mozart, nella Getreidestrasse. Un cunicolo di scale povere, ripide, levigate dal tempo; fino a quelle piccole stanze, semplicemente adorne di risapute e sempiterne cose:  i ritratti di Wolfgang e Nannerl,  gli  autografi del Rondò/Allegretto,  la spinetta, i bozzetti del Zauberflote.
Da ciò, da questi tattili ricordi ci è piaciuto molto, tra quei muri,  esser cullati  dalla presenza e dal  respiro della Storia, il  poterne toccare con mano le mille, docili verità minime: la vita di un uomo e il suo dipanarsi in racconto, innanzi ai nostri occhi. Non avevamo che restare attoniti, davanti a tale meraviglia. Tuttavia nulla, nulla  ci è apparso così bello  in quei momenti, quanto le note  dell' Ach, Ich Fuhl's, l' aria di Pamina, che da una finestra socchiusa, risaliva in effluvio dolce fino a  lì,  dal piano della strada.
Luca intanto ci aspettava con il suo autobus, di là dal ponte, per il lungo viaggio a ritroso tra i giganti delle Alpi, per un ultima fermata al Rosenberger, il ristorante di Innsbruck a poche miglia  dal confine. Il tempo di una corroborante goulash-suppe e di un sublime strudel di mele. Per ultima, una granita di agrumi, fatta da me per Carmen. Con arance, zucchero e neve...

 Un viaggio indimenticabile, il nostro. Così come indimenticabile è stato, per noi, aver potuto prendere coscienza del rispetto, della  dignità,  del riguardo di cui godono la musica e gli artisti, da queste parti.
Un rispetto silenzioso, esplicato anche nei gesti o negli sguardi più semplici. Anche dentro una o due sole parole. Musiker, schone...






Per tali e ad altre ragioni va  qui il nostro grazie, dulcis in fundo,  a chi ha  avuto la virtù di rendere possibile questa esperienza felice. E più precisamente:

la dottoressa Irene Salcher Cillari, Console d'Austria a Palermo  per la sua straordinaria gentilezza e disponibilità;
il Dott.Christhof Meran, direttore del Forum Austriaco di Cultura, a Roma e della sua segretaria Margit Hirschegger, per il complesso  lavoro di raccordo compiuto;
il Maestro Elgar Odo Polzer, organista,  kappellmaster della Pfarrkirche, protagonista dell' Internationelle Festpiele  di Bregenz  e di sua moglie Elizabeth, per il loro decisivo ed entusiastico apporto  alla realizzazione del primo concerto;
il Conte Siegmund Kuenburg, autentica anima ideatrice del Concerto di Salisburgo, per ogni  sua insostituibile, amorevole cura ed attenzione;
Il Pater Alezander  Puchberger, priore della Franziskaner Kirke, per il suo contributo  fattivo e determinante in favore dell'evento;
il Maestro Gerhard Pferer, organista e Kappelmasteir, per l' affettuosa collaborazione logistica e musicale;
la pianista Manuela Giardina,  talentuosa musicista del Conservatorio di Palermo e del Mozarteum di Salisburgo, per la sensibilità e l'aiuto effettivo mostrato in preparazione alla serata.


                                                                      








Le Voci Bianche del Conservatorio nella casa natale di Mozart














 La città innevata, al mattino








Nella Brauhaus, dopo il concerto











La Salzach e la città










Salzburg, notturna








Giovanni DI Giandomenico: Magnificat anima mea 












Una "dolce" esecuzione   con i Mozart  Kugelns




















giovedì 21 novembre 2013

Le Voci Bianche del Conservatorio di Palermo a Bregenz e a Salisburgo



Due concerti in Austria per le Voci Bianche: Martedi 26 novembre nella ST. Galluskirche di Bregenz;  Mercoledi 27 Novembre nella Franziskanerkirche di Salisburgo.








Un breve ma intenso tour in due città simbolo per la musica in Europa:
Bregenz, il capoluogo del Voralberg e sede dell'omonimo Festival Internazionale, sulle rive del Lago di Costanza; Salisburgo, città del Festival più importante e del prestigioso Mozarteum dove oggi studiano e si perfezionano alcuni  dei più valenti allievi dei nostri Conservatori.
Le due chiese sono anch'esse luoghi di grande tradizione per la musica corale. La Franziskaner di Salisburgo, in particolare, ha il proprio coro e una propria orchestra, con un vastissimo repertorio che comprende tutte le messe più rappresentative del repertorio classico; la ST Gallus Kircke  ha ospitato, tra l'altro, complessi come i Wiener Sinphoniker e ha dato vita, recentemente, con il coro che  opera al suo interno, all'esecuzione delle Messe di Franz Joseph Haydn.  
Andremo  a portare la nostra musica, neve permettendo (!) Passeremo dal Brennero in autobus, lunedi sera, e sono previste, appunto, leggere nevicate. Sono anni che l'autostrada che va da Vipiteno a Innsbruck non viene chiusa, (meno male!), quando il tempo non volge al bello. Abbiamo da  essere fiduciosi. Ci verrà data dagli esperti, comunque, ogni rassicurazione possibile  ancor prima di partire.
 Vorremmo, intanto,  facendo compagnia  all'ansia dell'attesa, quasi parafrasare qui  la canzone di Irvin Berlin " I dreaming of a white Salzburg..."  ad uso del nostro viaggio. 

Il papà di Dalila mi dice che la sua figliola non ha  mai visto la neve. Ne vedrà tanta,  in una volta sola: quella giusta, però. Quella che carezzerà, al risveglio del mattino, le rive quiete del Bodensee o della Salzach, il fiume di Mozart e della sua Simphonie in G Dur : con le sue volute tra gli aceri spogli e il suo portare, come dietro sè, le case imbiancate e il silenzio delle landen. Con il suo tempo di danza dolce, inarrestabile, evocato  dagli archi come una fiaba che si racconta e si rigira all' infinito...

  


 P.S.
(Vorrei, in questa pagina,  rivolgere  il mio pensiero e poter esprimere la mia stima  e la mia più  alta considerazione musicale  verso i giovanissimi delle  nostre Voci Bianche che solo per esigenze numeriche non potranno far parte di questa trasferta. In Austria andranno ben 14 nuovi elementi che per la prima volta faranno la loro esperienza fuori  dalla Sicilia. Un segno importante di  attenzione e dinamicità per un futuro che terrà conto sempre del valore imprescindibile di ciascuno. Ad maiora, ragazzi !)  




Il Plakat del Concerto.

                             












Salisburgo: la guglia più alta , a destra  è quella della Franziskaner Kirche















Concerto  diretto da Elgar Polzer alla ST. Gallus Kirche di Bregenz












Il Lago di Costanza, Bodensee, vicino a Bregenz