venerdì 15 settembre 2017

Le Voci Bianche del Conservatorio di Palermo in onore del Generale dalla Chiesa
















Concerto a Palazzo dei Normanni delle Voci Bianche del Conservatorio di Palermo, insieme all' Orchestra Sinfonica Siciliana, in ricordo del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, nel XXXV anniversario del suo assassinio ad opera della mafia.
Diretta streaming nel piazzale del Politeama Garibaldi, ore 20.











sabato 2 settembre 2017

Un dolce frammento d'Estate










Caro Michel, 
mentre ci dai in dono questo tuo dolce e immane frammento d' estate, mi va di pensarti oggi, a Père Lachaise, a tre metri dal tuo amico Chopin, la', tra le resine antiche dei pini che incantano l' aria ed il tempo.
Vi parlerete, forse, tu e lui; dimentichi della città accanto, d' una Parigi la cui bellezza sembra ancora come impietrita, vinta, piegata nello stesso ricordo del dolore.
Fra tutto, vi divertira' osservarci.
Noi qui, attoniti e incerti su quale vostro stupore di suono dover scegliere o seguire, per le vie di youtube: per quale rubato optare, come carezza, in questo caldo e quieto giorno d' Agosto, tra queste nostre lacrime lievi, scovate dal sole.   





La Frottola del Patrono con i nostri amici migranti della Nigeria.































A volte la musica sa darci momenti tanto belli quanto inattesi: l'emozione, in noi, d'una piccola barca di carta sull'oceano...
Quest' anno, nel paese di Isnello, <3, l' Inno Sacro della Frottola a San Nicola, patrimonio delle Eredita' immateriali della Sicilia, si avvarra' della presenza di un gruppo di amici migranti, ospiti nel nostro territorio. Stanno provando con noi. Tutti insieme, musici e cantori, in un dolce legame, dentro ai tanti cuori operosi  che attendono la Festa.  Ci saremo, il 7 Settembre, alle cinque del pomeriggio, per le vie del nostro piccolo e incantevole borgo tra le Madonie. Vi aspettiamo. :)  <3
















giovedì 27 luglio 2017

Quanto tu manchi, al mio cuore






So 
quanto tu manchi al mio cuore,
li', perso
nella brezza dei tuoi passi;
e quanto manchi a ogni luogo che tu lasci,
come a un' essenza di tramonto 
che permane.

So quanto manchi
a questa notte di scarne parole.
A questo azzurro esausto
di rondini e luce.
A questa tela, dolce ed esangue,
dipinta al tuo pensiero.

E quanto manchi alle mie labbra;
li' arse,
tra le rive del ritorno.

Venissero qui
mille e mille memorie di feste, 
di giostre d' estate
di viandanti sere
vissute 
nel tuo segno.

Invece
il tuo mancarmi
e ' questa piazza vuota.
Questo spoglio giardino
di stelle e lune dimèntiche;
eppure naufraghe, 
ricolme,
delle cose che qui
hai lasciato.

Perche' tu sappia 
che il tuo mancarmi e' il tutto;
mentre qui il mare  
canta e ha in serbo
le perle 
che andranno sul tuo petto.

Perche' sappia che al gridare dell' onde
dei deserti,  
delle strade, dei vulcani, 
o da ogni voce tremare
lontana,
o qui accanto,
mi mancherai tu sola.

Tu.
Con una rosa,
tra le mani e il tempo.
Qui, sola.
Alla mia porta.









Antonio Sottile, luglio 2017













giovedì 1 giugno 2017

Le tue mille distese di grano






























Le tue mille distese di grano

              (Solstizio)




Andarmene.

Con questa linfa
di te
che ho nel cuore.
Quest’immane unica sete.
Le tue mille distese di grano

Le dolci, copiose maree
che tu dipingi
in me.

Andarmene.
Con i tuoi occhi
che vincono il tramonto.
Con i tuoi suoni
trafitti di luce 
mentre colmano tristezze,
e silenzi
e mai raccontano
il vuoto del tempo.

Andarmene.
tra il glicine cresciuto stanotte.
Il suo odore e le tue cose.
Le tante cose
che ho preso per mano,
lì dal tuo giardino, 
che riposa del pane avuto, 
della sete colmata.
di quelle nostre labbra feconde.


Andarmene via.
Sopra a una barca di corde e di spume
che canta ai libecci
con le ghinee copiose di quel bacio,
di quell'eco accostata alla spiaggia,
che parla
e ricade lontano,

che sapra’ di noi
per sempre.

Andarmene,
ora.
Con la stele di fierezza. 
eretta nell’ anima,
e in me il sestante
che guarda al tuo viso...


Perche’ porti, 
la poesia, 
quelle lune segrete oltre il domani,
quell’andare tra il vivere

dove tu sei.