martedì 22 gennaio 2013

Schubert: Impromptu op.90 n.2 in Mib magg. Antonio Sottile, piano

Dopo Chopin  (Mazurka op.67 n. 4) su Youtube  il secondo brano dell'op. 90 composto da Schubert nel 1727, un anno prima della sua morte.Un breve ed essenziale  contributo iconografico  e l'impaginazione per il Web sono  stato curati insieme a RICERCHE VISIVE di Marco Fazio, giovane studente del Conservatorio di Palermo e dell'Accademia delle Belle Arti.


Ecco per voi questa mia esecuzione al pianoforte di un foglio che mi è molto caro. Ricordo che desideravo presentarlo agli esami di quinto anno, in Conservatorio. Il maestro volle negarmelo, preferendo farmi studiare    invece il Rondò Brillante di Weber. Non ci era lecito fiatare, allora, su tali questioni. Pssstt..! 
Fui costretto a inghiottire la cicuta di quella litania tediosa e interminabile di arpeggi: un acchiàna e scìnni senza requie, su e giù per la tastiera.  
Da allora non suonai mai più un rigo di Weber. 
Tanti anni dopo, tornando da Roma dopo l' editing con l'incisione di Schubert, andai a trovare il maestro a  casa sua. Mise il ciddì,  accese l'amplificatore del suo vecchio Marantz e si sedette sulla poltrona vicino alla finestra. L'Impromptu partì quasi senza chiedere permesso, terminando la sua corsa quattro minuti dopo.
- Certo - mi disse -  lo hai fatto bene il... Rondò Brillante di Weber, al quinto... - 
Ebbi un moto di sgomento, sembrai  non capire. Lui si alzò, mi venne incontro e prese a cingermi le spalle tra le sue mani grandi. Fu il suo primo abbraccio. Il primo di pochi altri.
Li porto tutti con me. 














2 commenti:

  1. Ogni volta nei tuoi video musica e immagini sono dei meravigliosi viaggi nel tempo, come se potessimo rivivere l'Ottocento..a volte mi sembra perfino di sentire gli odori di certi ambienti, il fruscìo di un'epoca tutt'intorno, Chopin e Schubert che si muovono in quegli spazi, un vicolo..una camera..alla luce di una lanterna, sotto la pioggia o in riva a un fiume. Credo che tutta la nostra contemporaneità con la sua possente e fenomenale tecnologia non valga quanto lo scorcio di pochi minuti vissuti nel loro tempo e nella loro musica

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    1. Abbiamo condiviso tanto, Cesare, negli anni dei tuoi studi pianistici. Continuare a farlo è una forma di ricchezza non comune...
      Ti abbraccio.

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