per Lei lo stesso e costante pensiero.
Ci sono apparse, le sue parole in voce, una sorta di reminiscenza pregna, romantica; ogni volta ricolme di una forza che prende campo, che trafigge, che illumina e accarezza.
Il suo declamare, il suo timbro, Eccellenza, là tra il fiato caldo dell'aria giunta alla marina, andava a scolpire, ad incalzare, insieme, moniti forti e preghiera, racconti, arringhe turbinose,felici.
Ci pareva di scorgere, Lei, Don Corrado, in un cammino a piedi nudi, via via più forte, come fieri arpeggi ad accendere il vivere.
Con una meta, la Sua, a un acclamare di speranza, incontro a braccia protese, là, tra il nero mare della tragedia, della sofferenza.
Non dimenticheremo, di questa e altre sere, le Sue metafore in ricordo a Rosalia; il suo ripasso della Storia, a favore degli ultimi e dei giusti; le risonanti corde, nutrite d'imperiosa tenerezza; le mani grandi, dritte su noi e la città: come un amore o una favola di padre.
Tra lo spargersi dolce delle stelle.